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A Cibo Nostrum 2019 un incentivo alla ristorazione di domani e uno stimolo al consumo.

La promozione dei prodotti legati alla piccola pesca costiera e alle straordinarie qualità gastronomiche di pesci poco presenti sul mercato o nella ristorazione, sarà anche quest’anno uno dei principali focus di CIBO NOSTRUM 2019. L’appuntamento, alla sua 8° edizione, animerà nel cuore di Catania lo splendido scenario del parco di VILLA BELLINI domenica 31 marzo a partire dalle ore 18:00.

Nel solco della collaborazione della Federazione Italiana Cuochi con il MIPAAFT – Divisione Pesca Marittima e Acquacoltura/Programma Operativo FEAMP, la manifestazione vedrà l’impegno congiunto di istituzioni, chef, giornalisti, artisti e pescatori per promuovere il consumo di un pescato sostenibile. È un fatto in larga parte culturale, non a caso “sulla Sicilia, negli ultimi anni, si sono concentrate importanti azioni del Ministero e del programma operativo FEAMP nel settore della pesca”, ha detto nella scorsa edizione la Dott.ssa Eleonora Iacovoni della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Mipaaft. La Federazione Italiana Cuochi e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e Turismo, da sempre attivi su questo fronte, sostengono perciò la promozione di contenuti informativi su queste specie ittiche non solo nel circuito professionale della ristorazione ma anche all’interno di vetrine di largo richiamo come Cibo Nostrum, diventato oggi un grande evento popolare per un pubblico di amanti e intenditori di cucina.

Più di 25.000 i visitatori attesi a quella che è stata definita la “Grande Festa della Cucina Italiana”, 300 i presidi culinari che occuperanno i viali dell’intero parco comunale di Catania e più di 600 chef presenti. Il pesce povero sarà protagonista nell’area centrale della manifestazione con tante elaborazioni culinarie innovative e tradizionali offerte alla degustazione del pubblico. Dedicato al tema sarà anche il palco centrale del Mipaaf/Feamp animato da esponenti delle istituzioni e autorità cittadine, giornalisti, enti e chef di caratura internazionale. A dar prova della versatilità del pesce azzurro e delle specie eccedentarie, gli chef della Nazionale Italiana Cuochi: Gianluca Tomasi e Riccardo Carnevali, le proposte ed i suggerimenti di volti noti della TV come lo Chef Alessandro Circiello, da sempre attento ad una sana alimentazione in cucina, e infine Thomas Gugler, Presidente della più grande organizzazione mondiale dei cuochi: la “Worldchef”. Proposte eleganti e suggerimenti per rimarcare la versatilità di questi ingredienti e favorirne l’impiego nella ristorazione. Ma anche momenti di intrattenimento con il contest gastronomico “Piatti d’Autore”, che vedrà coinvolti, affiancati da importanti chef siciliani, personaggi dello spettacolo quali Silvia Salemi e i Jalise nella preparazione di piatti della tradizione con protagonista il pesce azzurro. Un modo per intrattenere, dicevamo, ma anche trasferire al grande pubblico un chiaro invito al consumo.

Il sodalizio fra il MIPAAFT e i cuochi italiani è un segnale inequivocabile di quanto la cucina sia oggi un veicolo strategico, capace di indirizzare abitudini, stili ed orientamenti alimentari che hanno un peso decisivo nell’affermarsi di modelli di produzione e consumo. Una responsabilità alla quale non possono sottrarsi gli chef italiani. Da un lato perché il cosiddetto pesce povero, molto del quale pesce azzurro, è un ingrediente principe della cucina mediterranea; dall’altro perché, lavorandolo nelle proprie cucine queste specie trascurate, i cuochi riscoprono di fatto un patrimonio di straordinarie competenze legate alle nostre più profonde tradizioni culinarie. È un valore aggiunto quello del recupero di lavorazioni antiche, che sono per definizione sostenibili perché nate a stretto contatto con le risorse dei territori costieri dei nostri mari. Un elemento che, in un’economia sempre meno locale, è anche un modo per distinguersi ed allo stesso tempo una chiara indicazione per immaginare il futuro della nostra ristorazione e del nostro approccio al cibo.

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